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visite su TAliguria
oggi 19
ieri 42
mese 215
totali 6848
visitatorii max al mese 1181
  occurred: 2010-4
accessi oggi 154
accessi ieri 281
accessi mese 1798
totale accessi 50899
dal 2010-02-04

A sud di Tembaine PDF Stampa E-mail
Cronaca di un viaggio off road in Tunsia, lontano dai percorsi abituali, in mezzo alle sabbie dell'Erg Tunisino.

I luoghi visitati sono lontani dal turismo dei tour operators, sconosciuti ai più. Cordoni di sabbia alti e ravvicinati, molto spesso disordinati nella direzione. Brevi tratti di pianure steppose. Alte montagne erose dalla termoclastia e dal vento.
I nomadi, presenza silenziosa ma costante in qs zone, a volte inattesi ma graditi ospiti a colazione...
Più che la manetta è stato importante mantenere concentrazione, nervi saldi e quel po' di tecnica che permette di non insabbiarsi ad ogni duna.
Indispensabile la guida di Nasser, ottimo conoscitore del deserto nativo di un paesino senza nome a sud di douz. Da matti infilarsi in qs zone senza un locale e solo con il GPS, come drammaticamente alcuni spesso fanno, con risultati
spesso catastrofici.
Ritornare alla vita normale dopo 15 gg di deserto non è semplice... ci proviamo, confortati dal fatto che presto ritorneremo in questi fantastici luoghi

gli equipaggi ed i mezzi
AndRe DRZ 400 E
Joe TT 600S
Mauri & Gigia Defender 90
Nasser, Mangi, Ali Land Cruiser



preparazione delle moto
Il drz alla sua seconda apparizione in terra africana, ha dimostrato, se ce ne fosse bisogno, di essere un mezzo veramente completo, divertente ed affidabile.
Serbatoio maggiorato, qualche accorgimento di carburazione, alleggerimento dalle parti inutili e via.
Ottima soluzione il trespolo autocostruito per il GPS e
trip master; sempre fondamentale vista la varierà dei terreni incontrati l'accoppiata desert + mousse.
Il TTS di Joe si è rivelato un mezzo inarrestabile, nonostante l'età.
Un po' esoso nei consumi, ma cmq sempre adeguato alle situazioni.
Serbatoio maggiorato da 23 litri, nuova mascherina e parafango, gommatura michelin desert e mousse.

il viaggio

13 aprile
dopo notti insonni passate a preparare itinieari e sistemare i mezzi finalmente il giorno della partenza.
si parte da Genova con la M/N Majestic della Grimaldi.
Dopo la corsa in mattinata per gli ultimi acquisti attendiamo l'arrivo di Maurizio e Barbara.
si stivano i bagagli su Defender, ma ben presto si rivela... pieno di roba. Tiriamo a sorte per chi dovrà fare il viaggio sullo strapuntino posteriore.

14 aprile
arrivo a Tunisi, sbroglio delle pratiche doganali, cambio dei denari e direzione Kairuan. Grande coda in autostrada verso la terza città santa.
Alle 21 circa ci saziamo con il primo cous cous.
Dopo alcune ricerche ci dirigiamo verso l'Hotel Continental, costruito molto probabilmente negli anni 80, figlio di un architettura kitch. Attualmente abbstanza economico (40TD a camera) e comodo per chi ha auto e carrello per il piazzale di parcheggio custodito.
Simpaticissimo il portiere notturno che avendo saputo la nostra direzione per il giorno seguente (Douz) accende la TV in camera sul canale 12 (douze) ridendo come un matto ;)

15 aprile
giretto da turisti a Kairuan, perdendosi un po' apposta un po' per imbranatezza nella Kasbah.
alle ore 11.00 direzione Douz passando per Gabes.
Ci si alterna al posto passeggero posteiore.
Verso sera si arriva a Douz, dove abbiamo apppuntamento con Nasser, la nostra guida.
Ci trasferiamo al Camping du desert ed incontriamo hedi, guida sahariana molto conosciuta e rispettata.
Passiamo la sera con lui, prima nel suo negozio dove sorseggiamo thé alla menta seduti sui tappeti nella piazza del souk, successivamente a cena.
hedi ci racconta in ottimo italiano, molte storie, sia della sua famigli, quanto di vita nel deserto; Joe e Barbara, al battesimo africano, sono un po' sconvolti da alcuni racconti relativi a disgrazie, accadute ad occidentali sprovveduti, persi e deceduti per troppa leggerezza.
Il Sahara va rispettato.
Notte calda e ventosa.

16 aprile
Il cielo è offuscato dalla sabbia trasportata dal forte vento che dalla notte precedente batte su Douz
Si parte molto presto, ma vuoi alcuni problemi di benzina con il TT di Joe, vuoi per la sosta rifornimento, ritardiamo un po' sulla tabella di marcia.
Direzione Cafè du desert su pistone e quindi El Mida.
Dopo il Cafè il vento cala, rendendo tutto più semplice.
Primi cordoni di dune, primi insabbiamenti e prime spalate. Giungiamo ad El Mida verso tardo pomeriggio. Mangi ed Alì estraggono acqua dal pozzo, dicano porti fortuna a chi la beve.
Campo un cordone a sud, in una piccola piana al riparo dal vento.
Alì prepara una lauta cena a base di ottimo cous cous, consumato davanti al fuoco, mentre con Nasser intrecciamo lunghi discorsi fino a notte.
Intorno a noi il deserto ed un cielo magnificamente stellato.

17 aprile
Al mattino viene a far colazione con noi un vecchio nomade con il suo cammello; molto probabilemnte aveva seguito le ns tracce, sicuro di trovare un fuoco ed un caffè ad aspettarlo.
Verso Bour El Kleb.
Solo dune per tutta la giornata.
A detta di Nasser si tratta di uno dei tratti più diffcili.
Con le moto viaggiamo senza problemi; Joe sta imparando un po' di trucchi nella guida, impratichendo di sabbia e rafforzando i nervi; ma con le auto la cosa si fa un po' tosta, a causa della sabbia molle e della posizione caotica delle dune e dei profondi catini.
12 km in un giorno!
Campo tra le dune, con visione di un mistico tramonto.

18 aprile
verso Tembaine.
Le dune, molto più alte ma anche distanziate tra loro, permettono un'andatura abbastanza spedita; tanto che io e Joe presi dalla foga ci perdiamo miseramente. Meno male che esistono i GPS; ritoniamo sull'ultimo punto preso e raggiungiamo in pochi minuti le auto.
Intravediamo da lontano Tembaine, con la sua caratteristica forma, posizionata in mezzo a cordoni di dune apparentemente invalicabili.
Incontriamo per strada Habib, altra guida di Douz, che aspettava un gruppo di italiani, molto probabilmente molto poco organizzati e consci di quello che stavano facendo da quelle parti. Verremo a sapere che hanno bivaccato tra le dune, rischiando moltissimo per l'errore di non aver atteso l'arrivo della guida... di loro parlerà mezza Tunisia per molti anni...
Ci accampiamo sulle prime dune oltre il pozzo di Tembaine. Il tramonto è uno spettacolo unico, indescrivibile.

19 aprile
direzione Ksar Ghirlane.
Pistone molto scorrevole, quasi pericoloso per le velocità che raggiungiamo.
Arriviamo all'oasi nel pomeriggio, ma troviamo nostro malgrado la zona invasa da orde di turisti provenienti da località marine... un brutto impatto per chi proviene da 4 giorni immerso nella natura; appena scende la sera il formicaio cessa e possiamo godere della pace dell'oasi e della compagnia dei due Fathi, che ci preparano il solito ma ottimo cous cous.

(continua)

 
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